Andrej Karpathy
Ha addestrato chi addestra le macchine.
« Non costruisco modelli. Costruisco la generazione che deciderà cosa farne. »
Una lavagna. Un pennarello. Lui scrive una formula e la cancella subito: spiegare è anche scegliere cosa lasciare fuori.
Cinque atti.
Una sola voce.
- I
Origine
Bratislava, infanzia. Studi a Toronto e a Stanford. Una vocazione precoce: non vuole solo capire le reti neurali, vuole insegnarle. La cattedra prima del prodotto.
- II
Visione
Una generazione di ingegneri che condivide non solo il codice, ma il senso comune. Cosa è 'normale' nell'intelligenza artificiale lo decide chi forma chi viene dopo. Non è un vantaggio: è il vantaggio.
- III
Metodo
Lezioni gratuite, video aperti, repository pubblici. Andare nelle aziende a costruire — e poi tornare a insegnare. La trasmissione del sapere come potere lento, e per questo definitivo.
- IV
Prezzo
Lo paga chi pensa che insegnare sia neutrale. Lo paga la diversità di approccio: una sola scuola di pensiero diventa l'unica cornice in cui si guarderà il problema. Anche un saggio sceglie da che parte spiegare.
- V
Eredità
Tra dieci anni, ogni prodotto AI che useremo conterrà una traccia delle sue lezioni. Probabilmente non lo sapremo. È esattamente il punto.
Chiude il pennarello. La lavagna è piena. Poi è di nuovo bianca.