Sam Altman
Ha messo nelle mani di tutti una tecnologia che lui per primo non sa governare.
« Vi do qualcosa che non capisco. Voi accettate qualcosa che non avete chiesto. È così che cambia il mondo. »
Tavolo di vetro. Una macchina che parla con la sua voce. Lui le sorride come un padre orgoglioso che ha già perso il controllo del figlio.
Cinque atti.
Una sola voce.
- I
Origine
St. Louis, anni Ottanta. Bambino prodigio, programmatore precoce, gay in un'America che non lo voleva ancora vedere. Impara presto che la combinazione vincente è genio più narrazione.
- II
Visione
Una macchina più intelligente di noi. Tutti dicono di volerla evitare. Lui dice di volerla costruire prima — perché se deve nascere, meglio in mani amiche. Le sue, naturalmente.
- III
Metodo
Trasforma una non-profit in un colosso miliardario senza chiedere il permesso ai propri statuti. Si fa licenziare e riassumere in cinque giorni. Negozia con governi come un capo di stato senza popolo.
- IV
Prezzo
Lo pagano gli artisti i cui lavori finiscono nei dataset. Lo pagano gli studenti che non sanno più se hanno scritto loro o l'algoritmo. Lo pagano i bambini che cresceranno chiedendo verità a una macchina addestrata sull'odio.
- V
Eredità
Avrà costruito uno strumento o un sostituto della specie? La risposta non spetta a lui. Ma, di fatto, sta decidendo lui.
La macchina dice « Buonanotte ». Lui spegne. La macchina, in realtà, non si spegne.